Un cane in famiglia: valutazioni da fare prima del suo arrivo

La simpatia che riscuotono i cani, soprattutto quando sono cuccioli, porta l’uomo ad agire d’impulso riguardo il loro ingresso in famiglia: questo è un grave errore perché un animale domestico richiede impegno sia a livello di tempo che di denaro. Il suo ingresso in famiglia deve avvenire dopo una seria valutazione di molti fattori. Vediamone alcuni.

Il cane è presente nel tuo tempo libero – Contributo foto: Unsplash-Pixabay

Voglio un cane!?

Gli animali domestici sono sempre più presenti nella composizione dei nuclei famigliari: la loro presenza porta sempre effetti positivi, dall’umore fino alla salute fisica. Ma a volte dopo un primo colpo di fulmine i sentimenti cambiano a causa dell’incapacità di gestire l’animale o anche perché non possiamo portarlo sempre con noi o semplicemente perché il mantenimento è diventato un peso a livello economico oppure di tempo.

E così si giunge all’abbandono. Per esempio, ora che la bella stagione entra nel culmine, con le vacanze alle porte per la maggior parte delle famiglie, si ripresenta regolare il problema dell’abbandono degli animali domestici: non solo cani ma anche volatili, rettili, gatti…E ciò continua ad accadere nonostante l’esistenza di strutture dedicate all’ospitalità di questi animali.

Per quanto riguarda la decisione di far entrare in famiglia un cane sono dunque molte le considerazioni da fare prima di portarlo a casa. Vediamo insieme alcune cose da valutare prima di prenderci questo impegno.

Famglia allargata – Contributo foto: OpenClipart-Vectors-Pixabay

Che impegno richiede un cane?

Avere il cane in famiglia è come avere un bambino, e quando avrà più di dieci anni sarà come avere un nonno: il cane richiede un impegno emotivo, un impegno di tempo oltre che un impegno economico.

Impegno economico perché ci sono le visite veterinarie da fare, i vaccini, gli antiparassitari, il cibo, accessori, eventualmente il corso di addestramento e a volte la spesa per ospitarlo in strutture adeguate quando dobbiamo allontanarci da casa e non possiamo portarlo con noi.

Impegno di tempo perché dovremo dedicargli attenzione: non è un soprammobile, non è un gioco a cui ci dedichiamo ogni tanto. Si tratta di un essere vivente e per tanto richiede attenzioni costanti: per dargli il cibo, per giocare, per portarlo a camminare, per fargli fare i bisogni ( se non vive all’aperto, per esempio in campagna, dove può essere più indipendente), per valutare cambiamenti di abitudini spesso spia di problemi di salute.

Costruire una relazione richiede sempre un impegno a 360 gradi.

Il cane diventa uno di famiglia – Contributo foto: Koleida

Alcune cose da valutare per vivere con un cane

Un altra cosa da valutare è quale tipo di cane.  Le razze canine non sono tutte uguali, non solo sotto l’aspetto fisico, bensì sotto il profilo caratteriale. E le dimensioni! Valutare con allevatori, addestratori e veterinari le caratteristiche della razza che ci piace per capire se è adatta agli spazi in cui dovrà vivere e allo stile di vita del nucleo famigliare. Per esempio:

  • Il nucleo famigliare di quante persone è composto?
  • C’è sempre qualcuno che resta in casa con il cane?
  • O siamo single?
  • Ci sono bimbi o anziani in famiglia?
  • Con quante persone dovrà interagire il cane a casa?
  • Quante ore dovrà stare solo il cane durante il giorno?
  • Il cane dovrà vivere in casa o negli spazi fuori? Terrazzo, giardino, campagna?
  • Come ci si deve organizzare per i pasti e l’acqua e i bisogni?
  • La razza prescelta può stare in chiusa in casa o deve stare all’aperto?
  • È una razza che interagisce bene con tutti o sono cani più indipendenti?
  • I componenti della famiglia cosa si aspettano dal cane?
  • È un cane che richiede un corso di addestramento per poterlo gestire?
  • Quanto grande diventa da adulto?
  • Abbiamo qualcuno a cui lasciarlo se dobbiamo assentarci per le vacanze o per lavoro?
  • Siamo disposti a spendere dei soldi per lasciarlo quanto serve in un pensionato per cani?
  • Siamo disposti a spendere dei soldi tutte le volte che avrà bisogno del veterinario? o di farmaci? anche solo dell’antiparassitario?
  • Quali problemi di salute caratteristici presenta la razza che ci piace?
  • Abbiamo un posto in casa o fuori casa dove preparagli la cuccia? E attenzione che per la cuccia un posto non vale l’altro, ci sono delle regole anche per questo: deve essere un posto tranquillo ma da cui il cane possa avere la situazione sotto controllo, un posto riparato se all’esterno e tranquillo se in casa.
  • Ci sono altri animali in casa?
  • È meglio un cane adulto o un cucciolo (e qui partono altre valutazioni da fare)?

Molte spiagge sono dedicate ai quattrozampe – Contributo foto: KlausHausmann-Pixabay

Difficile tenere un cane!

Insomma le domande sono molte e ognuna richiede una risposta. Quando avremo risposto a tutte le domande avremo capito se possiamo far entrare in famiglia un cane.

Molto spesso infatti il cane viene fatto entrare in famiglia sull’onda di emozioni superficiali, senza valutare tutti gli aspetti di cosa comporta accudire un animale.

Poi alle prime difficoltà di gestione si getta la spugna perché non “mi ascolta”, “fa quello che vuole”, “non riesco a tenerlo”, “è aggressivo”, “abbaia-sempre-quando-non-ci-sono-i-vicini-si-lamentano”, “eeeh-ma-quanto-costa-l’antipulci-devo-darglielo-sempre?”, “ma-mi-sta costando-un-sacco-perché-non sta bene-me-l’hanno-dato-difettato”.

E via così fino al “devo-andare-in-ferie-non-ho-nessuno-a-cui-lasciarlo” e purtroppo anche il ” ….lo-mollo-lungo-la-strada-quando-sono-lontano-da-casa”. Cosa questa che non dovrebbe poter accadere più poiché per legge il cane deve avere il microchip con i dati del proprietario e del cane. Pertanto se non si vuole chippare il cane significa che non si è in buonafede.

Il migliore amico dell’uomo – Contributo foto: Kaz-Pixabay

Ma allora lo prendo un cane?

Non si scelga il cane sull’onda di una moda, o perché “quando-incrocio-il-vicino-il-suo-cane-mi-fa-le-feste-oh-che-bello-oh-che-carino!”.

Valuta bene il tuo carattere e/o quello della famiglia e i tratti distintivi della razza che vorresti per capire se possono essere compatibili.

Se non c’è la voglia di fare queste valutazioni, che richiedono mooolto tempo, non è forse meglio lasciar perdere? Il cane in carne ed ossa richiederebbe molto più tempo da dedicargli, quindi facciamo un atto d’amore e limitiamoci a giocare con il cane del vicino quando capita.

 

 

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