I nemici di Micio (3)

Facciamo la conoscenza del terzo nemico di Micio: FIP ovvero la peritonite infettiva felina causata dal coronavirus felino. Una malattia caratterizzata da un’alta mortalità. La maggior parte dei gatti che hanno contratto l’infezione da coronavirus non la manifestano e non arrivano alla morte perché l’infezione non si trasforma in FIP: di norma il gatto elimina il virus con le feci. Per noi e gli altri animali di casa nessun problema, la FIP colpisce solo ed esclusivamente i gatti, in genere quelli giovani sotto l’anno di età, ma in ogni caso i più vecchiotti non possono sentirsi in una botte di ferro.

Anche questo virus si trasmette con i liquidi organici ma principalmente con le feci. Colpisce gli organi interni come fegato, reni, pleure, pericardio ecc. con specifici sintomi e in due forme: la forma essudativa (umida) o la forma secca. In alcuni casi può verificarsi una forma mista. È comune in tutti i casi la febbre persistente e resistente ai normali farmaci di tipo antibiotico, vomito, dimagrimento, rallentamento della crescita nei soggetti giovani, anemia, ingrossamento dei linfonodi, diarrea. Nella forma essudativa generalmente si forma una notevole quantità di liquido che ingrossa l’addome e in poche settimane il decorso della malattia porta alla morte. Nella forma secca si presentano sintomi diversi a seconda dell’organo colpito con un decorso che varia dai due mesi ai due anni, più difficile da diagnosticare.

Anche questo virus in assenza di gatto portatore nell’ambiente non sopravvive oltre le 24 ore. Nel gatto invece il virus colonizza l’intestino e poi a seconda della risposta immunitaria del soggetto colpito si rivelerà la forma essudativa o quella secca ma potrebbe anche verificarsi una forte reazione immunitaria che potrebbe mantenere latente e asintomatico il virus fino a eliminarlo dall’organismo.

La FIP è una malattia tipica delle colonie di gatti (anche allevamenti) e per il 70% colpisce i gatti sotto l’anno di età quando il sistema immunitario non è ancora completamente formato. Inoltre, poiché il virus viene espulso con le feci, le lettiere sono il veicolo principale di contagio soprattutto in ambienti affollati.

Gli esami di laboratorio e quelli strumentali possono aiutare a presumere la diagnosi di questa malattia ma ad oggi non ci sono test che possano accertare con sicurezza la FIP. Non esiste un vaccino e le cure che si somministrano hanno il solo scopo di migliorare le condizioni di vita ma non possono risolvere la malattia.

Come fare per proteggere Micio da questo nemico? Assicurare ottimali condizioni igieniche poichè il coronavirus è reso inattivo da disinfettanti e detergenti. Dunque lettiere pulite e nel caso i mici siano più di uno è consigliabile una lettiera ciascuno, meglio quelle chiuse per evitare contagi. Se si vive vicino a colonie feline e il nostro Micio frequenta gli stessi ambienti è fortissimo il rischio di contagio pertanto sarebbe opportuno non farlo allontanare da casa. Ricordiamoci che il coronavirus può sopravvivere fino a 2 mesi in ambiente secco (esempio le feci) quindi se abbiamo “perso” un gatto a causa della FIP è consigliabile attendere almeno questo periodo di tempo prima di introdurne un’altro in famiglia e pulire tutti gli oggetti, soprattutto la lettiera e ciotola, che si vogliono riutilizzare.

 

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